DIGESTIVO

Vabbe’, no, inutile far finta di niente. Non è il 28 novembre 2006, le cose non torneranno mai più come allora. Non possono. E’ l’11 marzo 2007 (quasi 12, questione di minuti).
M’accontento, anzi godo, che male non sono stato e probabilmente, male non starò; che tra poco è primavera, seppure il sole è ancora troppo palliddino. Che frattanto, posso pure già ballarmi la canzonetta della prossima estate, con prudencia, elegancia y con un lento movimiento de panza.
Sapete che c’è, gente?
Quasi quasi smetto anche di correr dietro al Dott. Destino, rigido contabile di queste nostre esistenze sempre più spasmodiche, sempre più frullate, sfilacciate. Sia pure lui a venirmi a cercare, se vuole, sotto le spoglie di chi crede. Io sono reperibile dove sa, col ghignetto stampato in faccia che lui sa. E non è una paresi, il ghignetto, elli sa anche questo, ma divertito disincanto delle cose del mondo, dono prezioso ricevuto non da madre natura, ma da incontri, reali e virtuali, da qualche buona lettura, da pizze in faccia, da occhi buoni ma autentici, e sinceri.
Che il vento ponentino sia con voi tutti, gente, ovunque voi siate. Un sorriso non seppellirà i nostri guai, veri e inesistenti che siano, ma senz’altro darà loro una dimensione molto vicina a quella reale.
