MORDECHAI'S VERSION
“Comunque vada a finire” le dissi “voglio che tu sappia che non ho ucciso Boogie”.
“Ti credo”.
“Sarò fuori di qui in una settimana” continuai, sperando che ripeterlo ad alta voce lo avrebbe fatto diventare vero. “Nel frattempo mi sto facendo alcuni amici piuttosto interessanti. Metti che un giorno mi servisse incendiare la casa, o l’ufficio…ora conosco un tale che per una cifra ragionevole è disposto a farlo. E sai una cosa? Qui dentro non sono l’unico innocente: chi più chi meno, siamo tutti vittime di un errore giudiziario. Ad esempio, c’è uno accusato di aver fatto a pezzi la moglie con l’ascia perché gli metteva le uova nel piatto col tuorlo di sotto. Lo sai com’è andata veramente? Dunque, è successo che la moglie ha avuto un attacco di vertigini ed è rotolata a testa in giù dalle scale fino in cantina, andando a sbattere proprio contro l’ascia, che purtroppo era appoggiata con la lama verso l’alto, e lui si è sporcato la camicia di sangue cercando di soccorrerla. Davvero. Ti prego, non piangere. Non resterò qui a lungo, vedrai”.
(Mordechai Richler, La versione di Barney, Adelphi, 2000)
